A causa della prima guerra mondiale la Società e la Rivista dovettero rallentare la loro attività, tuttavia essa non cessò mai la pubblicazione, per quanto la situazione economica si stesse aggravando e si rendesse necessaria una riduzione della sua mole, che per molti anni rimase sulle 200-250 pagine. Con la guerra scomparvero molti autorevoli collaboratori della Rivista: Cesare Battisti, Gabriele Porena, F. Grasso, Giuseppe Pennesi, ed altri ancora.
Nel dopo guerra (1920-22) fallì il tentativo di affidare la Rivista ad un editore, cosicché ritornò autonoma e divenne lorgano del Comitato Geografico Italiano fin dalla sua costituzione nel 1922. Durante gli anni 20 alla presidenza della società si succedettero vari personaggi tra i quali il gen. Nicola Vacchelli, (1921), il prof. Attilio Morinel (1924) ed il gen. Enrico De Chaurand nel 1926. Negli anni Tranta la Società assunse sempre più il carattere di unassociazione di studiosi appartenenti a tutti i rami della geografia e mutò il proprio nome in Società di Studi Geografici, poiché per lo studio dei problemi coloniali erano sorti altri istituti specializzati, come lIstituto Coloniale Italiano con sede a Roma e con un proprio organo la "Rivista Coloniale". Gli anni della seconda guerra mondiale furono anchessi molto duri sia per la Società, sia per la Rivista la quale comunque riuscì a non interrompere mai la pubblicazione anche se con un numero assai esiguo di pagine: un fascicolo di appena 60 pagine comparve nel 1945.
Attualmente La Rivista Geografica Italiana si pubblica in fascicoli trimestrali nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre. I contenuti della Rivista sono composti da articoli, da note e discussioni, da recensioni e da un notiziario.
Per consultare i contenuti dei più recenti fascicoli si veda ultimi numeri pubblicati.
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