Cenni storici: Come nasce la Rivista 
Sorta a Firenze nel 1893 la Rivista Geografica Italiana divenne ben presto l’organo della Società di studi Geografici e Coloniali (fondata a Firenze nel 1895), grazie alla convenzione conclusa con la Casa Editrice Dante Alighieri che ne curava la pubblicazione mediante la quale venivano così pubblicati gli Atti della Società; allo stesso tempo era dedicato ampio spazio anche alle questioni di interesse coloniale. Osservando i contenuti della Rivista, che ne delineano gli scopi ed anche la struttura, si potrà constatare che questa non è da allora sostanzialmente mutata, mentre se ne è affermato sempre più lo spirito informativo strettamente scientifico. Già dal primo anno il numero delle pagine della Rivista superò le 650; tra i collaboratori figuravano oltre al suo direttore (Giovanni Marinelli), M. Baratta, R. Biasutti, G. De Agostini, O. Marinelli, A. Mori ed altri, ossia i maggiori geografi italiani di quel tempo. Accanto alle normali pubblicazioni se ne affiancarono di speciali come le "Istruzioni per lo studio della Colonia Eritrea" edite nel 1905 in collaborazione con la società di Antropologia ed Etnologia residente pure in Firenze.
La Rivista prese sempre più il carattere aperto della Società e così iniziò a trattare questioni che riguardavano tutti i campi della geografia (compresa la geografia storica, la storia della geografia ed i problemi dell’insegnamento), arrivando a formare un volume che superava spesso le 600 pagine annue: nel 1901 raggiunse il numero massimo di oltre 670. Inoltre la Rivista ebbe anche dei "Supplementi", a partire dal 1907 con le Memorie geografiche, pubblicate da Giotto Dainelli (raccolta di pregevoli studi raggruppati in varie serie) fino dal 1919; dal 1914 pubblicò anche la "Rassegna della letteratura geografica", diretta da Roberto Almagià e intesa a segnalare tutte le più importanti pubblicazioni geografiche italiane e straniere; ben presto essa si fuse con la Rivista, alla quale nel 1920 l’Almagià fu associato come terzo direttore.